Prima ancora di capire cosa rispondere, vale la pena capire perché il cliente arriva con queste piattaforme in testa. Wix e Squarespace investono cifre significative in pubblicità diretta agli imprenditori con un messaggio semplice e potente: puoi fare il tuo sito da solo, velocemente, senza spendere migliaia di euro. È un messaggio efficace, e i clienti che lo sentono non stanno facendo una domanda stupida. Stanno cercando di capire se stanno per spendere soldi in modo intelligente.
La risposta sbagliata è spiegare perché Wix fa schifo. La risposta giusta è capire cosa vuole fare il cliente con il sito e aiutarlo a ragionare su quale strumento serve davvero. A volte la risposta onesta è che Wix o Squarespace sono sufficienti per le sue esigenze. Più spesso non lo sono, ma per ragioni specifiche che il cliente può capire se gliele si spiega nel modo giusto invece di difendere il proprio lavoro in modo corporativo.
Perché queste piattaforme sono migliorate più di quanto pensiamo
Sarebbe un errore partire dalla conversazione con il cliente senza riconoscere che nel 2026 Wix e Squarespace non sono più le piattaforme approssimative di dieci anni fa. Wix ha superato i 2.700 template, ha integrato strumenti AI per la generazione automatica del sito, e ha lanciato Wix Studio specificamente pensato per le agenzie. Squarespace è diventato il riferimento estetico per fotografi, designer e creativi che vogliono un portfolio impeccabile senza toccare una riga di codice. Sono strumenti genuinamente utili per un segmento preciso di utenti.
Il problema non è che siano brutte piattaforme. È che quel segmento preciso di utenti non coincide quasi mai con il profilo del cliente PMI che si rivolge a un’agenzia di comunicazione con aspettative di crescita, integrazione con i propri sistemi aziendali e posizionamento su Google nel medio periodo.
Lavorando con agenzie italiane, sentiamo questa conversazione più spesso di quanto si pensi. E quasi sempre il cliente che chiede “posso usare Wix?” non sta davvero chiedendo di usare Wix: sta chiedendo “sei sicuro che valga la pena spendere di più?” È una domanda legittima che merita una risposta onesta.
Le domande che cambiano la conversazione
Il modo più efficace per gestire questa situazione non è presentare un confronto tecnico tra piattaforme. È fare domande. Le domande giuste portano il cliente a rispondere da solo, e una risposta che il cliente trova autonomamente vale molto più di una che l’agenzia gli impone.
“Chi gestirà il sito dopo il lancio, e con quale frequenza?” Un cliente che vuole aggiornare il sito da solo, senza dipendere da nessuno, ha un argomento concreto per valutare Wix o Squarespace. Un cliente che non ha tempo né voglia di toccare il sito dopo la consegna ha bisogno di qualcuno che lo gestisca, e in quel caso la semplicità dell’interfaccia non è il criterio principale.
“Hai sistemi aziendali che il sito deve collegare?” Un CRM, un gestionale, una piattaforma di email marketing avanzata, un sistema di prenotazione specifico per il settore: le integrazioni disponibili su Wix e Squarespace sono limitate al loro ecosistema. Quando il cliente usa Fatture in Cloud, Danea o qualsiasi altro strumento che non è nella lista delle integrazioni native, si scontra con un muro tecnico che su WordPress non esiste.
“Tra tre anni, cosa ti aspetti che faccia questo sito?” Questa è la domanda che apre lo spazio più importante. Un sito che va bene per un’attività con cinque servizi e dieci clienti al mese potrebbe non funzionare quando l’attività cresce. Aggiungere funzionalità su Wix o Squarespace significa restare dentro i vincoli di ciò che la piattaforma permette. Su WordPress qualsiasi funzionalità può essere aggiunta senza limiti architetturali.
“Sai che su queste piattaforme il sito non è tuo?” Questa è spesso la domanda che cambia tutto. Su Wix e Squarespace il sito esiste sulla piattaforma della società che lo ospita. Se la piattaforma cambia i prezzi, modifica le funzionalità o cessa di esistere, il cliente non ha un sito da spostare altrove. Su WordPress il sito è del cliente, può essere spostato su qualsiasi hosting e può essere gestito da qualsiasi developer nel mondo. Noi di Blurr lo scriviamo nel contratto prima di iniziare: il codice appartiene all’agenzia e al suo cliente, non a noi.
Quando Wix o Squarespace sono effettivamente la risposta giusta
Sarebbe disonesto non dirlo: ci sono situazioni in cui Wix o Squarespace sono la scelta corretta, e un’agenzia che lo riconosce guadagna una reputazione di onestà che vale molto più del singolo progetto perso.
Un professionista individuale, un fotografo, un consulente che vuole solo una presenza online con le informazioni di contatto e qualche foto del proprio lavoro può ottenere risultati soddisfacenti con Squarespace in poche ore. Un’attività locale con budget molto limitato che ha bisogno di essere trovata su Google Maps può partire con Wix senza problemi. Un progetto temporaneo, una landing page per validare un’idea prima di investire, una presenza per un evento: sono casi d’uso in cui la velocità e il costo contenuto di queste piattaforme hanno senso.
Il problema emerge quando il cliente ha esigenze che queste piattaforme non possono soddisfare nel tempo, ma non lo sa ancora perché non conosce i limiti strutturali degli strumenti che sta valutando. Ed è lì che l’agenzia fa la differenza: non vendendo qualcosa di più costoso, ma aiutando il cliente a fare il ragionamento giusto.
Il posizionamento su Google: la differenza che si vede nel tempo
Una delle obiezioni più frequenti che sentiamo in questa conversazione è “ma anche Wix ha la SEO”. È vero, e negli ultimi anni Wix ha migliorato significativamente gli strumenti SEO disponibili. Ma c’è una differenza strutturale che emerge nel medio periodo, quando il cliente inizia a misurare i risultati.
Wix e Squarespace hanno performance su mobile strutturalmente inferiori a un sito WordPress ben sviluppato. Il controllo sui dati strutturati è limitato. La flessibilità sulla struttura degli URL è ridotta. I Core Web Vitals, che Google usa come fattore di ranking concreto, sono più difficili da ottimizzare su piattaforme SaaS che su WordPress dove ogni aspetto tecnico è controllabile.
Per un’azienda che compete su keyword con volumi significativi, questa differenza si vede nelle posizioni e nel traffico organico. Non immediatamente, ma a sei o dodici mesi dal lancio. Ed è a quel punto che il cliente chiama l’agenzia per capire perché il sito non porta i risultati che si aspettava.
Come presentare la SEO tecnica al cliente senza sembrare tecnici
Il problema di questa conversazione è che gli argomenti tecnici, LCP, hreflang, dati strutturati, non significano nulla per un imprenditore che gestisce una PMI. Il modo per renderli comprensibili è tradurli in impatto sul business.
“Su Wix è più difficile ottimizzare la velocità del sito su mobile, e Google penalizza i siti lenti nei risultati di ricerca” è più comprensibile di “il LCP medio su Wix supera i 3 secondi”. “Il sito che costruiamo su WordPress può essere spostato da qualsiasi developer se un giorno vuoi cambiare agenzia” è più comprensibile di “il codice è open source e portabile”. La traduzione non semplifica il concetto: lo rende accessibile a chi deve prendere la decisione.
Noi di Blurr costruiamo siti su WordPress per le agenzie partner proprio perché questa portabilità e questa flessibilità tecnica sono la condizione che permette all’agenzia di fare promesse precise al cliente nel lungo periodo. Non promesse sull’estetica, che è soggettiva, ma promesse sui risultati tecnici verificabili: Core Web Vitals nei target, struttura semantica corretta, compliance GDPR configurata, piano di manutenzione strutturato. Su blurr.it/contatti/ puoi prenotare una chiamata per capire come strutturare questa conversazione con i tuoi clienti.
Per approfondire dove si posizionano queste piattaforme rispetto a WordPress nel mercato del 2026, leggi WordPress vs Webflow e no-code: cosa scegliere per i clienti. Per capire come strutturare la conversazione con il cliente fin dal brief, leggi come è cambiato il brief di un sito web nel 2026.
FAQ
Wix è davvero inadatto per un sito aziendale professionale nel 2026? Non in assoluto. Wix funziona bene per attività semplici con esigenze limitate, professionisti individuali che vogliono una presenza online di base, e progetti temporanei o di test. Il problema emerge quando viene scelto per esigenze che superano le sue capacità strutturali: posizionamento su keyword competitive, integrazioni con sistemi aziendali specifici, o strutture che devono scalare con la crescita dell’attività. La domanda da fare al cliente non è “preferisci Wix o WordPress?” ma “cosa deve fare questo sito tra tre anni?”
Squarespace è meglio di Wix per i siti aziendali? Per la qualità estetica dei template e per settori come fotografia, moda e ristorazione, Squarespace produce risultati visivamente superiori. Le limitazioni strutturali sulla flessibilità delle integrazioni, sulla proprietà del sito e sulla personalizzazione avanzata sono simili per entrambe le piattaforme. La scelta tra le due dipende più dal settore e dalle preferenze estetiche che da differenze tecniche sostanziali per il profilo di cliente a cui si rivolgono le agenzie di comunicazione.
Come si spiega al cliente la differenza di prezzo senza sembrare che si difenda il proprio interesse? Traducendo la differenza in impatto sul business nel tempo, non in qualità tecnica. “Quanto vale per la tua attività essere trovato su Google per le keyword del tuo settore tra dodici mesi?” e “cosa succede se tra due anni vuoi cambiare agenzia e il sito è su Wix?” sono domande che portano il cliente a ragionare autonomamente. Una risposta che il cliente trova da solo vale infinitamente più di una che l’agenzia gli propone.
Un sito fatto con Wix può essere migrato su WordPress in un secondo momento? Tecnicamente sì, ma non è una migrazione semplice. I contenuti si possono esportare, ma il design deve essere rifatto da zero perché i sistemi di template sono incompatibili. La migrazione richiede anche una gestione attenta dei redirect per non perdere il posizionamento SEO acquisito nel tempo. Nella maggior parte dei casi è economicamente più efficiente scegliere la piattaforma giusta dall’inizio, anche se questo significa un investimento iniziale più alto.