Il tramonto dei cookie di terze parti non è una notizia nuova, ma nel 2026 è diventata una realtà operativa con cui le agenzie devono fare i conti concretamente. Google Chrome, che da solo rappresenta oltre il 60% del traffico browser mondiale, sta eliminando il supporto ai cookie di terze parti entro metà 2026. Safari e Firefox li bloccano già da anni. Il risultato è che la maggior parte dei siti web che le agenzie gestiscono per i propri clienti sta perdendo dati di tracciamento senza che nessuno se ne sia ancora accorto.
Lo vediamo direttamente sui siti che manteniamo per le agenzie partner: le configurazioni di analytics e i banner cookie impostati tre o quattro anni fa non sono più adeguate al contesto normativo e tecnico del 2026. Non è un problema di compliance formale: è un problema di qualità dei dati che il cliente usa per prendere decisioni.
Cosa sono i cookie di terze parti e perché stanno sparendo
I cookie di prima parte sono creati dal dominio del sito che l’utente sta visitando e servono principalmente per funzionalità tecniche: ricordare il login, mantenere il carrello, salvare le preferenze di lingua. Sono essenziali al funzionamento del sito e non sono in discussione.
I cookie di terze parti sono creati da domini diversi da quello del sito visitato, quasi sempre per scopi di tracciamento e profilazione pubblicitaria. Quando un sito include un pixel di Facebook, uno script di Google Analytics nella versione precedente, o widget social, queste terze parti depositano cookie sul dispositivo dell’utente che permettono di seguirne il comportamento su siti diversi.
Le ragioni della loro eliminazione sono normative e tecniche. Dal punto di vista normativo, il GDPR e le linee guida del Garante Privacy italiano richiedono consenso esplicito per qualsiasi cookie non tecnico. Dal punto di vista tecnico, il tracciamento cross-site senza consenso è una violazione della privacy che i browser stanno progressivamente eliminando in modo strutturale, indipendentemente dal consenso dichiarato dall’utente.
L’impatto concreto sui siti web dei clienti
La scomparsa dei cookie di terze parti ha conseguenze pratiche su tre aree che le agenzie gestiscono per i propri clienti.
Il tracciamento analytics è la prima area colpita. Google Analytics 4 si basa principalmente su cookie di prima parte e gestisce meglio il contesto post-cookie rispetto alla versione precedente, ma molte installazioni che gestiamo ancora usano configurazioni ibride che perdono dati quando i cookie di terze parti vengono bloccati. Il risultato è che i report analytics del cliente mostrano meno sessioni, meno utenti e percorsi di navigazione incompleti rispetto alla realtà. Il cliente vede numeri che sottostimano il traffico reale e prende decisioni su quella base.
Le campagne di retargeting sono la seconda area colpita. Il retargeting basato su cookie di terze parti, ovvero mostrare annunci agli utenti che hanno già visitato il sito, funziona sempre meno. Safari blocca i cookie di terze parti di default dal 2017, Firefox dal 2019: una quota crescente di utenti non viene più raggiunta dalle campagne di retargeting standard. Questo non è un problema che le agenzie che fanno solo sviluppo web devono risolvere direttamente, ma è un’informazione importante da comunicare ai clienti che investono in advertising.
La conformità del banner cookie è la terza area. Il Garante Privacy italiano ha aggiornato le proprie linee guida sui cookie e molti banner impostati anni fa non sono più conformi: non permettono di rifiutare i cookie con la stessa facilità con cui si accettano, riattivano il banner troppo spesso, o non documentano correttamente le terze parti presenti sul sito. Un’ispezione del Garante su un sito con banner non conforme può portare a sanzioni che ricadono sul titolare del sito, non sull’agenzia che lo ha sviluppato, ma il cliente chiama l’agenzia.
Le soluzioni tecniche che funzionano nel 2026
Il passaggio a un web senza cookie di terze parti non significa perdere tutti i dati: significa raccoglierli in modo diverso, più trasparente e più solido nel lungo periodo.
Google Analytics 4 con configurazione corretta è il punto di partenza. GA4 è strutturato per il mondo post-cookie: usa un modello di dati basato su eventi invece che su sessioni, integra la modellazione statistica per compensare i dati mancanti per gli utenti che non danno il consenso, e si basa su cookie di prima parte che non sono soggetti alle stesse restrizioni dei cookie di terze parti. Una configurazione GA4 corretta con Consent Mode v2 attivato permette di raccogliere dati conformi al GDPR e di avere comunque una stima affidabile del traffico anche per gli utenti che non danno il consenso.
Il server-side tracking è la soluzione più robusta per chi ha bisogno di dati precisi. Invece di far depositare cookie dal browser dell’utente, il tracciamento avviene lato server: le informazioni vengono raccolte dal server del sito e inviate ai sistemi di analytics e advertising in modo che non può essere bloccato dagli adblocker e che rispetta meglio le normative sulla privacy. È una configurazione più complessa che richiede competenze specifiche, ma produce dati molto più completi.
I dati di prima parte sono la risposta strategica di lungo periodo. Le aziende che costruiscono relazioni dirette con i propri utenti, attraverso newsletter, programmi fedeltà, aree riservate, raccolgono informazioni che appartengono esclusivamente al loro dominio e non dipendono da cookie di terze parti. Per le PMI italiane che le agenzie servono, questo significa spesso investire in strumenti di email marketing e CRM che permettono di costruire una base di dati propria invece di dipendere dal tracciamento esterno.
Un banner cookie conforme è il prerequisito di tutto il resto. Senza un consenso raccolto correttamente, qualsiasi dato ottenuto dal tracciamento rischia di essere illegittimo. Noi di Blurr includiamo la configurazione del banner cookie conforme alle linee guida del Garante Privacy italiano in ogni sito che sviluppiamo per le agenzie partner, e la aggiorniamo nei piani di manutenzione quando le normative cambiano. Non è un dettaglio tecnico marginale: è la base su cui si costruisce qualsiasi strategia di raccolta dati legittima. Per approfondire come gestiamo la compliance GDPR nei siti WordPress, leggi GDPR e privacy per siti web nel 2026.
Cosa deve fare un’agenzia concretamente
Il primo passo è un audit delle installazioni analytics sui siti dei clienti principali: usano GA4 o ancora Universal Analytics? Hanno Consent Mode v2 configurato correttamente? Il banner cookie permette di rifiutare con la stessa facilità con cui si accetta?
Il secondo passo è verificare la conformità del banner cookie rispetto alle linee guida del Garante Privacy del 2021, ancora in vigore nel 2026. Un banner che ha solo il pulsante “Accetta tutti” senza un equivalente “Rifiuta tutti” non è conforme. Un banner che non elenca le terze parti presenti sul sito non è conforme.
Il terzo passo, per i clienti che investono in advertising, è una conversazione sulle alternative al retargeting basato su cookie di terze parti: retargeting contestuale, audience basate su dati di prima parte, campagne basate su interessi invece che su comportamento cross-site.
Blurr supporta le agenzie partner in questo processo: audit delle configurazioni analytics esistenti, aggiornamento del banner cookie, configurazione di GA4 con Consent Mode v2 e, per i progetti che lo richiedono, valutazione del server-side tracking. È un’area che tocca ogni sito in manutenzione e che diventa sempre più urgente man mano che Chrome completa l’eliminazione dei cookie di terze parti. Su blurr.it/servizi/ trovi come strutturiamo questo tipo di intervento.
FAQ
I cookie di prima parte sono ancora sicuri nel 2026? Sì. I cookie di prima parte, creati dal dominio del sito che l’utente sta visitando, non sono soggetti alle stesse restrizioni dei cookie di terze parti. Google Analytics 4 configurato correttamente usa principalmente cookie di prima parte e rimane lo strumento di analytics standard nel 2026. Le restrizioni riguardano i cookie creati da domini terzi per tracciare il comportamento degli utenti su più siti diversi.
Un sito con solo Google Analytics perde dati con la fine dei cookie di terze parti? Dipende dalla configurazione. GA4 con Consent Mode v2 configurato correttamente raccoglie dati conformi al GDPR e usa la modellazione statistica per stimare il comportamento degli utenti che non danno il consenso. Una configurazione GA4 non aggiornata o con Consent Mode non attivato perde dati per tutti gli utenti che non accettano i cookie, che nei siti italiani sono spesso il 40-60% del traffico totale.
Il banner cookie con solo “Accetta tutti” è ancora conforme nel 2026? No. Le linee guida del Garante Privacy italiano del 2021, ancora in vigore nel 2026, richiedono che rifiutare i cookie non essenziali sia possibile con la stessa facilità con cui si accettano. Un banner che ha il pulsante “Accetta tutti” in evidenza senza un equivalente “Rifiuta tutti” non è conforme. Le ispezioni del Garante su questo punto sono aumentate negli ultimi anni.
Il server-side tracking è necessario per tutti i siti? No. Per la maggior parte dei siti di PMI italiane con traffico standard, GA4 configurato correttamente con Consent Mode v2 è sufficiente. Il server-side tracking ha senso per siti con traffico elevato dove la precisione dei dati è critica per decisioni commerciali importanti, per ecommerce che investono significativamente in advertising, e per siti con requisiti di privacy particolarmente stringenti. Per tutti gli altri casi il costo e la complessità aggiuntiva non sono giustificati.