La scelta del page builder non è una preferenza estetica, è una decisione tecnica che impatta le performance del sito, la manutenibilità nel tempo e la soddisfazione del cliente. Sbagliare questa scelta significa consegnare siti che diventano problemi nei mesi successivi: lenti, difficili da aggiornare, dipendenti da un ecosistema che cambia sotto i piedi.
Nel 2026 il mercato si è consolidato intorno a tre player principali per chi sviluppa siti WordPress professionali: Bricks Builder, Elementor e Divi. Sono strumenti molto diversi tra loro, per filosofia, pubblico ideale e impatto sulle performance. Usarli tutti nello stesso modo è il primo errore che si può fare.
Elementor: il più diffuso, non necessariamente il migliore
Elementor è il page builder con la più alta adozione di mercato, ed è esattamente per questo che molte agenzie lo usano senza averlo mai davvero valutato come scelta. È disponibile ovunque, ha una community enorme, il cliente spesso lo conosce già. Ma la diffusione non è un indicatore di qualità tecnica.
Il problema principale di Elementor è il codice che produce. Il markup generato è verboso, ricco di classi CSS ridondanti e dipendente da JavaScript per funzioni che potrebbero essere gestite in modo più leggero. Su siti complessi con molti widget e pagine ricche di contenuto, questo si traduce in un impatto misurabile sui Core Web Vitals, in particolare su LCP e TBT.
Elementor funziona bene per siti istituzionali semplici, landing page e progetti dove il cliente ha bisogno di gestire autonomamente contenuti complessi con un’interfaccia familiare. Funziona meno bene per progetti dove le performance sono un requisito primario o dove il codice deve essere mantenibile a lungo termine senza dipendere dall’ecosistema Elementor.
Divi: flessibile ma con un debito tecnico da considerare
Divi di Elegant Themes ha una storia lunga nel mercato WordPress e una base di utenti fedele. Il suo punto di forza è la flessibilità visiva: l’interfaccia drag-and-drop è intuitiva e permette di costruire layout complessi senza scrivere codice. Il modello di licenza lifetime è ancora uno degli argomenti commerciali più forti per chi gestisce molti siti.
Il limite di Divi è strutturale: produce shortcode proprietari che vengono incorporati nel contenuto del database. Questo crea una dipendenza tecnica molto forte, se si decide di cambiare page builder in futuro, i contenuti restano pieni di shortcode Divi che devono essere puliti manualmente. È un lock-in reale, non teorico.
Le performance di Divi sono migliorate nelle versioni recenti, ma restano inferiori a Bricks su siti complessi. Per agenzie che consegnano siti e poi passano la manutenzione al cliente, Divi può essere una scelta difendibile su progetti dove la semplicità d’uso per il cliente finale è prioritaria e la longevità tecnica è meno critica.
Bricks Builder: la scelta dei developer seri nel 2026
Bricks Builder è il page builder che ha guadagnato più terreno tra gli sviluppatori WordPress professionali negli ultimi due anni, e non è un caso. È costruito con una filosofia tecnica diversa: genera codice pulito, usa classi CSS semantiche, non appesantisce il DOM con markup ridondante e produce siti che performano significativamente meglio sui Core Web Vitals rispetto ai competitor.
Il punto di forza principale di Bricks è il controllo. Ogni elemento è personalizzabile a livello di codice, le query loops permettono di costruire layout dinamici complessi senza plugin aggiuntivi, e l’integrazione con CSS custom è nativa e fluida. Per un developer che sa quello che fa, Bricks è lo strumento che si avvicina di più al controllo totale sul risultato finale mantenendo la velocità di un visual builder.
Il limite è la curva di apprendimento: Bricks non è uno strumento per chi inizia, e l’interfaccia richiede più tempo per essere padroneggiata rispetto a Elementor o Divi. Per un’agenzia che vuole consegnare siti ad alte performance con codice mantenibile nel tempo, però, quell’investimento iniziale si ammortizza rapidamente.
Come scegliere in base al tipo di progetto
Non esiste un page builder universalmente migliore, esiste quello più adatto al progetto specifico e al workflow dell’agenzia. La matrice di scelta più utile è quella che incrocia la complessità tecnica del progetto con il livello di autonomia richiesta dal cliente nella gestione dei contenuti.
Per siti istituzionali semplici dove il cliente gestisce autonomamente contenuti testuali e il budget è contenuto, Elementor o Divi coprono il fabbisogno senza richiedere un investimento tecnico sproporzionato. Per siti con requisiti di performance elevati, strutture dinamiche complesse o integrazioni API, Bricks è la scelta che produce risultati migliori e più difendibili nel tempo.
Per le agenzie che lavorano con un partner tecnico white label, la scelta del page builder impatta anche il processo di sviluppo: un partner specializzato su Bricks produce siti con performance native migliori, codice più pulito e una struttura più facile da evolvere nel tempo. Blurr sviluppa principalmente con Bricks Builder su tutti i progetti che richiedono performance elevate, una scelta che si riflette direttamente sulla qualità dei siti consegnati ai clienti finali delle agenzie con cui collaboriamo.
L’impatto sulla manutenzione nel lungo periodo
La scelta del page builder non riguarda solo il momento dello sviluppo, riguarda i mesi e gli anni successivi. Un sito sviluppato con uno strumento che produce codice pesante o dipendente da shortcode proprietari diventa progressivamente più difficile da mantenere, aggiornare e far evolvere.
Bricks, producendo codice standard e CSS personalizzabile, permette interventi di manutenzione più rapidi e meno rischiosi. Elementor richiede attenzione agli aggiornamenti dell’ecosistema di plugin e widget, che possono introdurre incompatibilità. Divi richiede di restare nell’ecosistema Elegant Themes per qualsiasi evoluzione significativa del sito.
Per le agenzie che offrono piani di manutenzione ai propri clienti, e che quindi gestiscono siti nel lungo periodo, questa variabile ha un impatto diretto sulla profittabilità dei contratti ricorrenti. Un sito ben costruito su Bricks richiede meno ore di manutenzione di uno costruito su Elementor con molti plugin aggiuntivi. Quella differenza si accumula nel tempo e si traduce in margini più alti sui contratti ricorrenti.
Per capire come strutturare i piani di manutenzione in modo redditizio, leggi come trattenere i clienti con piani di manutenzione che funzionano. Se vuoi confrontarti su quale stack tecnico usiamo per i progetti delle agenzie con cui collaboriamo, su blurr.it/contatti/ puoi prenotare una chiamata.
FAQ
Bricks Builder è adatto anche per clienti che gestiscono autonomamente i contenuti? Sì, con alcune accortezze. L’interfaccia di Bricks è meno intuitiva di Elementor per utenti non tecnici, ma il backend di WordPress per la gestione dei contenuti resta lo stesso. La soluzione più comune è sviluppare con Bricks e configurare l’editor in modo che il cliente acceda solo alle sezioni di contenuto, non all’editor visuale completo.
Elementor rallenta davvero i siti WordPress? Su siti semplici l’impatto è limitato. Su siti complessi con molti widget, animazioni e plugin dell’ecosistema Elementor, l’impatto sui Core Web Vitals può essere significativo, in particolare su LCP e TBT. Con un’ottimizzazione tecnica accurata molti problemi si mitigano, ma il punto di partenza di Bricks sulle performance è strutturalmente migliore.
Divi è ancora una scelta valida nel 2026? Per certi contesti sì, in particolare per agenzie che gestiscono molti siti con budget contenuti e clienti che necessitano di autonomia nell’editing. Il lock-in degli shortcode e le performance inferiori a Bricks lo rendono meno adatto a progetti complessi o con requisiti tecnici elevati.
Quale page builder usano i developer WordPress più esperti nel 2026? Bricks Builder è lo strumento che ha guadagnato più adozione tra i developer professionisti negli ultimi due anni. La comunità tecnica lo preferisce per la qualità del codice prodotto, la flessibilità e le performance native. Elementor resta dominante in termini di diffusione assoluta, ma tra chi sviluppa siti ad alto livello tecnico Bricks è diventato lo standard de facto.